mercoledì 11 aprile 2012

Spider-Men: il crossover


Diventano ufficiali le supposizioni relative al progetto Spider-Men: miniserie in 5 numeri scritta da Bendis e disegnata da Sara Pichelli, che partirà a giugno in America. 
Ecco quindi nascere il primo crossover ufficiale tra i due universi narrativi Marvel, rappresentati ognuno dal suo uomo ragno. La storia nasce per celebrare il cinquantesimo anniversario della nascita dell'Uomo Ragno, creato da Stan Lee e Steve Ditko nel non troppo lontano 1962 e diventato la figura esponente di tutto l'universo Marvel.

venerdì 6 aprile 2012

se Brubaker se ne andasse...


Voci di corridoio non confermate iniziano a parlare, in questi giorni, dell'abbandono di Brubaker su Capitan America. Il lavoro effettuato da Ed sul personaggio è stato a dir poco magistrale, donando una linfa genuina e attuale al personaggio attraverso nuove trovate, dinamiche e idee che hanno reso Cap un personaggio nuovamente attuale e pronto ad affrontare le nuove sfide di questo periodo storico, grazie a una caratterizzazione e a un cambiamento psicologico credibile e indispensabile.
La presunta fine di questo connubio, non ancora confermata né smentita da nessuno, si andrebbe ad aggiungere all'abbandono di Bendis sui Vendicatori e a quello di Hickman sugli FF. Una casualità o una vera e propria rivoluzione editoriale da parte della Marvel?

mercoledì 4 aprile 2012

8-bit Pow!





Meravigliose immagini 8-bit. Impossibile non amarle! Realizzate dal graphic designer americano Eric Palmer. Si possono acquistare a questo indirizzo all'irrisoria cifra di 15 dollaronzi.

sabato 31 marzo 2012

Spidey Loves Mario Monti


Sembra un momento totalmente random, ma in realtà non lo è. Non è la prima volta che personaggi politici del mondo reale appaiono per un breve cameo nell'universo Marvel (basti ricordare il più recente e importante incontro tra il Ragno e il Presidente Obama in una storia del 2009) ma ecco che, durante il ciclo Ends Of The Earth (leggi: end of egocentrismo di Slott) farà il suo debutto, in versione cartacea e marvelliana, anche Mario Monti. Ce lo ritroviamo messo lì, in bella mostra al fianco della Merkel e di altri amici di Governo, e manco spiaccica una parola.
Si Al Gore, mi stai sul cazzo quindi SBAM!
Tutti vorremmo dargli un pugno, ma era necessario?
Mi ha sempre fatto storcere il naso qualsiasi autore abbia messo Peter in situazioni di rappresentanza governativa o comizi di questo genere. Lo trovo fuori luogo e penso sia un contesto stridente col personaggio urbano e "comune" rappresentato da Spider-Man. Le questioni burocratiche sono il pane per Capitan America e Iron Man, e su di loro hanno molto appeal e credibilità, ma ritrovare uno Spider-Man, in armatura da granchio per lo più, che arriva letteralmente sfilando al Palazzo Senatorio mi sembra un tantino pretenzioso senza motivo. 
Si vuole dare un tono alla storia, la si vuol far risaltare e si gioca anche con questi meccanismi che fan parlare e servono a promuovere il progetto, ma a questo punto ho come l'impressione che Dan Slott si stia facendo prendere da un delirio di onnipotenza sulla gestione del personaggio che porta a momenti più volti a suscitare scalpore che a creare una trama godibile. Il primo termine di paragone, quando si parla di questi episodi recenti, rimanda a quel che fece Straczynski in peccati del passato, trasformando Gwen Stacy da Sogno Americano casto e puro a traditrice sentimentale di bassa leva che tradisce il ragazzo per farsi mettere incinta di due gemelli dal peggior nemico del povero cornuto. Trama godibile, ma forse esagerata, che alla fin fine lasciò come contributo un attacco epilettico di massa dei fan della biondina, un nuovo goblin grigio mai più utilizzato, e un nuovo clone-figlio-chièmiopadre? di Gwen utile per, diciamo, 5 storie sì e no. 
Non che sia stato totalmente contrario nel donare a Gwen un'immagine a posteriori meno America's Sweetheart insopportabile, ma bisognerebbe forse calibrare un po' di più ciò che è davvero bello da narrare con ciò che poi, a conti fatti, si riassume con un fuoco di paglia. La politica dell'"un po' meno" non sbaglia mai.